statistiche gratuite
Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.
All for Joomla All for Webmasters

Per l'Europa la storia del tabacco ha inizio con la scoperta dell'America, nell'ottobre del 1492.
Il primo europeo a fumare tabacco fu probabilmente un certo Rodrigo de Jeréz, un compagno di Cristoforo Colombo, che fu poi imprigionato per questa sua abitudine.
Nel 1495, dopo la seconda spedizione di Colombo, il frate Romano Pane, che l'aveva accompagnato, rimaneva ad Haiti e a lui dobbiamo la prima approssimativa descrizione della pianta del tabacco, che gli indigeni chiamavano "cojibà, cohivà, o goli". Egli credeva che gli Indiani fumassero soprattutto per scacciare i moscerini e che usassero l'erba come medicinale in alcune malattie.
Ma Don Fernando di Oviedo y Valdéz, governatore di Santo Domingo, dove venne iniziata la prima coltivazione di tabacco, si esprimeva così: " ..fra le molte sataniche arti gli indigeni ne posseggono una altamente nefasta, e cioè l'aspirazione del fumo delle foglie che essi chiamano tabacco, che produce in loro un profondo stato di incoscienza".
Nel 1560 Jean Nicot de Vellemain, ambasciatore di Francia in Portogallo, inviò a Francesco II e Caterina de' Medici dei semi di tabacco, vantandone le virtù curative: diceva che erano efficaci per l'ulcera e le malattie dello stomaco, che curavano piaghe, asma e varie malattie respiratorie e che potevano anche essere usati come dentifrici.
Il medico Monardez di Siviglia raccomandava l'uso del tabacco contro i morsi di serpenti e di insetti, contro il mal di testa, i raffreddori e i reumatismi; altri sostenevano che era un rimedio per l'apoplessia e le vertigini; in Gran Bretagna venne addirittura usato come preservativo dalla peste.
Per tutte queste sue supposte virtù terapeutiche alla pianta del tabacco vennero attribuiti i nomi di " erba santa" e "panacea".
Così nel 1584 un dizionario enciclopedico, compilato da Etienne de Thierry, introduce nella seconda edizione la voce Nicotiana, così definita: "erba di meravigliose virtù contro tutte le piaghe ulcere dermatiti squamose e tante altre cose, che il signor Jean Nicot inviò in Francia e di cui prese il nome".
L’uso del tabacco si diffuse rapidamente in Francia, poi in Europa ed in tutto il mondo: in Italia, nel 1561, attraverso un alto prelato, il cardinale Prospero di Santa Croce; in Inghilterra, nel 1565; in Germania, verso il 1570, attraverso gli Ugonotti, protestanti francesi che lasciavano la patria a causa delle persecuzioni; a Vienna, in quegli stessi anni. Nel 1580 raggiunse la Turchia che gli apre le porte all'Asia. In 15 anni raggiunge Giappone, Corea e Cina. In Africa l'ingresso è avvenuto attraverso il Marocco nel 1593.
Il secolo XVII vede confermarsi l'espansione del tabacco in tutto il mondo, ma vede anche tentativi abbastanza numerosi, un po' dovunque, di opporsi al suo progresso.
In Inghilterra sin dall'inizio del secolo si organizzano "smoking parties" (raduni in cui si fuma) in tutte le classi sociali. 1 bambini vanno a scuola portando una pipa carica invece della merenda; durante la ricreazione, il maestro accende la pipa ed insegna agli alunni a tenerla correttamente.
Il tabacco trova però un avversario irriducibile nel re Giacomo I (1566-1625), che denuncia "questa deplorevole abitudine, disgustosa per gli occhi, sgradevole per il naso, pericolosa per il cervello, disastrosa per i polmoni". Tanto che promulgò un decreto contro il fumo. Pare che lo avesse fatto anche perché gli importatori erano spagnoli, suoi acerrimi nemici. Ne scaturì una pesantissima tassa sul tabacco, che contribuì notevolmente alla coltivazione clandestina della pianta.
Tuttavia in Francia, all'epoca di Luigi XIII (1601 - 1643), quando era già un'abitudine fumare, alcuni medici iniziarono a considerare il tabacco come una pianta dannosa. Le autorità però tennero una posizione più sfumata, frutto, sin da allora, dello stesso conflitto di interessi che contrappone oggi la salute all'interesse economico: il tabagismo è un male, ma è anche una fonte di entrate. Nel 1621 il cardinale Richelieu aumentò considerevolmente le tasse sul tabacco, come su qualsiasi prodotto di origine coloniale o estera.
Anche in altre parti del mondo si imponevano tasse e si perseguitavano i fumatori con pene corporali. In Persia lo scià Abbas, richiamandosi al Corano, fa mozzare il naso agli annusatori di tabacco e tagliare le labbra ai fumatori. In Turchia Amurat IV arrivò sino alla pena di morte, facendo scegliere ai condannati: o l'impiccagione con la pipa tra i denti o il rogo con foglie di tabacco.
In Russia i fumatori venivano condannati ad essere bastonati e mutilati, ma lo zar Pietro il Grande tranquillamente fumava in lunghe pipe d'argilla.
Anche le donne presero posizione contro il tabacco: a Bayonne, nel 1610, dicono: "è meglio il deretano del diavolo che la bocca dei nostri mariti". Questo perché all'epoca il tabacco, che veniva quasi sempre masticato, era di qualità scadente e rendeva il fiato maleodorante ed i denti marci.
Riprendendo gli argomenti della Santa Inquisizione spagnola, il papa Urbano VIII nel 1630 parla di scomunica per i fumatori.
Il tabacco, nella forma di cicca o di materiale per la pipa, si estende dalla marina all'esercito. Il soldato mastica, l'ufficiale si prepara la pipa di sera al bivacco.
Dopo aver masticato la foglia e poi averla fumata nella pipa, nel mondo si comincia a fiutare il tabacco.
Il gesto di prendere un pizzico di tabacco da una apposita scatoletta e di portarlo alle narici si diffonde ampiamente in tutta Europa, questa volta attraverso l'aristocrazia e la borghesia. Se ne fa ben presto una questione di stile. Il gesto è accompagnato da un grazioso movimento del polso che mette in bella mostra il polsino ricamato.
L'oreficeria si impadronisce delle tabacchiere, che diventano il dono privilegiato da fare a chi si vuole onorare. Da Luigi XIV a Carlo X essa è il ringraziamento tradizionale del sovrano, i cui lineamenti, spesso circondati da diamanti, sono raffigurati sul coperchio. Fino alla metà del XIX secolo si produce un'enorme varietà di tabacchiere, dal gioiello più favoloso alla modesta scatola di giunco.
Ad ogni modo fiutare il tabacco, con la leggera sensazione di ubriachezza che dà il suo odore, comincia a far parte delle tossicomanie minori.
Nel 1809 il chimico francese Nicolas L. Vanquelin isola la nicotina.


La Newsletter del fumatore

La Bottega del Fumatore

Indirizzo: via Madonna della Salute, 70 - 35129 - Padova
Telefono & Fax: +39 049 612 181
Email: info@bottegadelfumatore.it
Partita Iva: 04466180280

 

Vai all'inizio della pagina