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Nel 1952 due ricercatori inglesi, Richard Doll e A. Bradford Hill riferiscono i risultati di uno studio quadriennale che mette a confronto 1.465 pazienti affetti da cancro ai polmoni e un pari numero di pazienti con altre affezioni, comparati per età, sesso e territorio, e concludono che tra i pazienti che contraggono cancro ai polmoni vi è un’incidenza superiore di fumatori, e un incidenza molto superiore di forti fumatori.
Quindi, a partire dagli anni '60 cominciarono ad apparire le avvertenza a tutela della salute pubblica.
Nel 1964 l’American Surgeon General pubblica un rapporto di 387 pagine in cui si afferma che "Il fumo di sigarette rappresenta un rischio per la salute di sufficiente importanza negli Stati Uniti da richiedere appropriati rimedi." Per la prima volta viene vietato il fumo nell’auditorium del Dipartimento di Stato.
L’industria del tabacco è costretta a cambiare e sarà soggetta a notevoli aumenti annuali della tassazione, che si traducono in un incremento dell'imposizione fiscale sulle sigarette pari, o addirittura superiore, all’85% in diversi Paesi, tra cui il Regno Unito.

Anni ‘90
Le cause legali che coinvolgono le industrie del tabacco dominano i titoli della stampa. Negli USA, cinque anni dopo la costituzione della prima causa civile, le principali società del tabacco americane firmano un accordo quadro di transazione con quarantasei Procuratori Generali, versando agli Stati, da questi ultimi rappresentati, più di 200 miliardi di dollari per il risarcimento dei costi sanitari ai fumatori malati. L’accordo quadro di transazione ha ridato stabilità alle società del tabacco e ha permesso loro di tornare a concentrarsi sulla gestione delle rispettive attività.

Il 2000 e oltre
I processi in corso negli Stati Uniti continuano a essere al centro dell’attenzione negli ultimi anni di questo decennio; tuttavia, questa tendenza sta mostrando segni di affievolimento: ne è un esempio la separazione della causa collettiva, nota come “caso Engle”, da parte della Corte Suprema dello Stato della Florida. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha adottato la Convenzione quadro sul controllo del tabacco (FCTC -Framework Convention on Tobacco Control). Il documento richiede l'applicazione di restrizioni alle attività di pubblicità e sponsorizzazione dei prodotti del tabacco, nuove norme di etichettatura, controlli della qualità dell'aria negli ambienti chiusi e un'azione più decisa contro il contrabbando di sigarette. Le società di tabacco collaborano con i governi alla riduzione del contrabbando. In un numero crescente di paesi vengono adottate misure più severe per la limitazione del fumo nei luoghi pubblici chiusi. British American Tobacco introduce la vendita dello snus in Svezia, Sud Africa, Giappone e Canada, offrendo ai consumatori un prodotto privo di combustione che sarebbe associato a minori rischi per la salute.


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